giovedì 28 febbraio 2013

Elezioni 2013 e wallpaper del M5S

Avrei voluto dire qualcosa prima delle elezioni e, soprattutto, prima delle primarie del PD, ma sono stanco di inserirmi in discorsi che producono poco o niente dal momento che il livello di ragionamento dei più è così scarso.

1 - Sulle primarie. Occorre dire una cosa che non ho letto in questi mesi sul web da nessuna parte e cioè: le primarie sono state concepite fin dall'inizio come un "affare sporco" da Bersani, Vendola e tutti gli altri dalla loro parte per far fuori Renzi. La tattica è sempre la stessa: si sa di non essere in grado di vincere in una prima unica tornata a due e allora all'inizio della battaglia (1° turno) si cercano alleati, ma non nella forma degli alleati palesi, bensì nella forma dei contendenti finti cercando di far convergere i voti degli elettori indecisi e dei delusi verso costoro sottraendoli al vero contendente, salvo poi in un secondo momento (2° turno) far convergere quelle "truppe cammellate" sul contendente che orchestra tutta la faccenda. Ben lontano, quindi, dall'affrontare a viso aperto un oppositore, ma ben attrezzati ad orchestrare regole fatte apposta per aggirare la faccenda e, il tutto, con l'affronto di una presunta democraticità.

Così è stato progettato il percorso - "sporco", per l'appunto, fin dall'inizio - e così si sono verificati poi i fatti. Vecchia tattica da maneggioni della politica, quanto di più sporco per tutti coloro che vi si prestano e raggirando i propri stessi sostenitori, e così Vendola & Company hanno fatto finta di volersi opporre a Bersani con un discorso dato a bere a chi le beve tutte (il famoso zoccolo duro di occhettiana memoria) e in nome di una presunta democraticità del processo: come, non posso candidarmi alle primarie (sottinteso: 1° turno) ? Qui tutti sono legittimati ad esprimere le proprie idee, e saranno gli elettori a scegliere - questo dicevano Vendola & Company. 
Lo scopo era solo quello di tenere sotto la propria gonnella al 1° turno non solo lo zoccolo duro dei propri sostenitori, ma anche coloro che li avevano appoggiati in precedenza e che nel frattempo erano rimasti delusi dalla nullità dei discorsi e, soprattutto, delle azioni e che, pertanto, al 1° turno sarebbero potuti andare a favore di Renzi, il quale, se addirittura la primarie si fossero svolte in un solo turno con duello di soli due contendenti, cioè Bersani e Renzi, si sarebbe risolto alla grande a favore di quest'ultimo.
Superato il 1° turno, si fa convergere "tutti" gli elettori (zoccolo duro e zoccolo moscio) sul candidato prescelto Bersani, non per una fatale impossibilità a fare diversamente, ma per "partito preso" - potremmo dire - fin dall'inizio.

Ovvero: scelto il candidato premier fin dall'inizio, nelle segrete stanze alla presenza dei soliti quattro gatti, si appresta il percorso delle primarie che presenta minore rischio o, se si vuole, maggiore probabilità di successo. E' come dire: visto che questo duello si deve fare per far bere agli elettori delle primarie un candidato già scelto nelle segrete stanze, allora si sceglie anche il tipo di arma e, naturalmente si sceglie la pistola se si sa che l'avversario non la sa maneggiare per niente. E infatti Renzi la pistola dell'inciucio preventivo (leggi: cercarsi alleati nelle segrete stanze) non la sa maneggiare, ma sa maneggiare la spada del confronto diretto nelle piazze davanti agli elettori (leggi: camper e giro per l'Italia), cosa che a Bersani deve essere risultata troppo faticosa - lui, che di flemma da maneggione ne ha da vendere. E allora, ci si inventa il percorso "democratico" che abbiamo visto, il quale appare all'ignaro elettore tanto più vero quanti più candidati si presentano a percorrerlo. E allora, dagli giù: Vendola, Puppato, Tabacci, illustri quanto inconsistenti sconosciuti, tutti buoni però a fare polverone. E poi i sedicenti candidati che si ritirano dal proposito: Abbate, Boeri, Civati, Gozzi, Spini. Su un totale di 10 candidati della prima ora ne rimangono solo 5, non perchè ci speravano davvero, ma per fare quadrato intorno a Bersani. La pistola, naturalmente, funziona sempre a favore di colui che l'ha costruita (Bersani), perché l'avversario (Renzi), di quella pistola, non sa nemmeno dove sta il manico. E così è andata, alla barba della democrazia. (Vedi cronistoria delle primarie del PD)

Intanto, ci si allieti con questo video del 2008 di Ascanio Celestini.



2 - Memorabile esempio nella storia. Anche Napoleone Bonaparte faceva così nelle battaglie più delicate ed incerte: lo schema delle fasi è chiaro, divideva l'esercito in un corpo d'armata robusto, ma apparentemente inferiore a quello nemico, e in un certo numero di reparti più piccoli. Cominciava la battaglia con un lavoro di logoramento del nemico tramite il corpo d'armata principale (1° turno - diremmo nel caso di queste primarie) e, quando il nemico era quasi sicuro di farcela e stava riorganizzandosi, sferrava l'attacco finale facendo convergere su di esso tutte le truppe disponibili fino ad allora tenute ala larga a pascolare dietro qualche bosco della campagna circostante e, pertanto, nella pienezza delle forze.
Renzi, questa cosa, non l'ha capita, e qui sta il grande demerito di questo nuovo elemento della politica nazionale, pur energico e battagliero, ma altrettanto ingenuo.
Solo che poi a Napoleone non ha funzionato sempre questa tattica, e a Waterloo c'è rimasto fregato quando, per l'avaria dei telefoni cellulari di allora dovuta all'imprevisto maltempo (leggi: vedette impantanate nel fango), non è riuscito a far convergere il corpo d'armata di Grouchy a fianco dell'armata principale e gli Inglesi hanno avuto la meglio, Napoleone è finito a Sant'Elena e ci è crepato solo 6 anni dopo per un tumore alla prostata nel dimenticatoio dell'Europa.

3 - I primi approcci della Waterloo di Bersani. Ora Bersani ha vinto le primarie (anche al 2° turno) ed è diventato candidato premier, ma in questo primo approccio alla grande battaglia di Waterloo (leggi: elezioni nazionali 2013) ha l'impressione di aver vinto e spera di poter riprendere in mano la situazione tra qualche mese con nuove elezioni contando sulla ricongiunzione delle ipotetiche truppe di Grouchy (leggi: un forte intervento finanziario delle "imprese rosse" per padroneggiare sui media e conquistare gli elettori di centro, montiani compresi), ma rimarrà fregato pure lui, come Napoleone, e nonostante le armate dei furbetti del quartierino stile Vendola & Company.
Per ora ha perso, il Bersani, e si è fatto sorpassare alla Camera, come partito (non come coalizione, ma ancora per poco - Vedi risultati delle elezioni 2013 in wikipedia e in Min-Interno), da illustri sconosciuti, da cittadini alle prime armi nella politica, e proprio per questo "credibili" ben più dei suoi istrioni tipo D'Alema & Company, dal quale, per altro, siamo ancora in attesa di proposte per una legge sul conflitto di interesse che non face quando era premier, consentendo la stura ai quindici anni successivi di Berlusconi al potere (salvo qualche parentesi), e che per le sue inadempienze sarebbe opportuno che rinunci anche lui ai suoi 40-50 mila euro di pensione mensile e 5-600 mila euro di liquidazione.
Si ricordi, Bersani, che la credibilità è il fattore determinante della rivoluzione francese del 1789, credibilità della nobiltà e del clero caduta a zero presso le nuove leve di allora e soppiantata da freschi cittadini fino ad allora tenuti in disparte come pezzenti sudditi.

4 - Le elezioni nazionali 2013. Oggi le nuove leve sono i cittadini che hanno aderito al Movimento 5 Stelle, senz'altro credibili tout-court, cittadini con idee, ingegneri, avvocati, economisti, informatici, ecc., che hanno le palle piene di farsi governare da una massa di ignoranti che non sanno più il linguaggio della verità, ma solo quello dell'inganno verso i propri elettori e che in tantissimi casi praticano solo l'arricchimento personale a danno dei contribuenti che vengono spennati come polli. Gente inetta, che non sa dire una parola contro il predominio del potere finanziario, anche perché, parecchi siedono negli scranni dei consigli di amministrazione (e molti siedono in più di uno) con relativo lauto gettone.

5 - Premesse alla battaglia finale nella Waterloo di Bersani & C. Si ricordi pure, Bersani, che nel 2015 ricorre il bicentenario di quella battaglia, e lui non ci arriverà, in quanto le sue truppe di riserva (leggi: imprese finanziatrici del PD) sono troppo impantanate nel fango come quelle di Grouchy, come le varie cooperative rosse che succhiano latte fresco a tutti i livelli dell'amministrazione pubblica dove si usano i soldi dei contribuenti, alcune delle quali sono colossi con appalti in tutto il mondo, altre sono banche corrotte e fallite (vedi MontePaschi tra tutte), altre fanno comunella con le peggiori imprese capitalistiche del pianeta, a cominciare da quella di Ravenna che sotto Craxi forniva le travi dei viadotti costruiti da Longarini nella mia città sotto la garanzia della spartizione di potere sottobanco dell'amministrazione comunale di allora, fino a quella di Senigallia che prendeva in subappalto lavori dal democristiano Rozzi per la costruzione dello stadio di Ascoli e di quello di Ancona e alle joint-venture tra coop rosse e le varie Impregilo in Val-Di-Susa che, tutte, pesano sulla testa del PD, come il fango pesava sugli stivali dei soldati di Grouchy, anche se a suon di bustarelle chiamate "contributi di iscrizione" alla relativa centrale cooperativa.
Non è difficile immaginare il "do ut des" che c'è stato negli ultimi 50 anni e, soprattutto, a cominciare dalla ricostruzione post-terremoto del Friuli negli anni '70, parola del capo della segreteria tecnica del ministro dei lavori pubblici Nerio Nesi - Ivan Cicconi, con il quale mi sono trovato più volte a collaborare in qualche tavolo sui sistemi qualità negli appalti e sul global service, un ingegnere bolognese originario di Fermo, brava persona, da allora Direttore di ITACA, il quale, però, non ha saputo rispondere al mandato della trasparenza a causa della mancata semplificazione legislativa del settore LL.PP. e al conseguente continuo aggiramento delle centinaia di migliaia di leggi praticato dagli enti appaltanti - il quale espone in un bel libro del 1998 (recensione 1 e recensione 2) le pratiche sottobanco della ricostruzione di quell'evento, come delle pratiche truffaldine di tanti altri appalti nazionali. In Toscana, per dire di leggi vecchie, è ancora in vigore un Editto di Maria Teresa d'Austria del 1750 relativo alle cave di marmo di Carrara che, ovviamente, vige tutt'ora solo nel territorio di quella regione e al quale rimandano gli odierni provvedimenti autorizzativi per la cavatura del marmo.
Dunque, le ipotetiche truppe di riserva di Bersani (leggi: imprese finanziatrici) si stanno impantanando sempre di più negli scandali che emergono a seguito delle indagini giudiziarie e, spererei ancor più, a seguito delle carte truffaldine che i tanto disprezzati parlamentari grillini tireranno fuori dai cassetti e consegneranno alla magistratura. E come Napoleone non poté prevedere quell'inatteso maltempo a giugno, stagione solitamente tranquilla, così anche Bersani (ma ci metterei anche altri partiti tipo PdL, Lega, ecc.) saranno definitivamente impantanati nel fango della mancanza sempre più forte di credibilità, e l'aiuto dei sostenitori finanziari non arriverà perché essi faranno i conti con la caduta della credibilità e dunque concluderanno sull'inutilità di sperperare risorse su partiti sputtanati dai quali a loro non potrà venire niente. Aggiungeteci che anche i cittadini trarranno le stesse conclusioni e il gioco è fatto: Bersani & C. saranno relegati in questa buia pagina della storia post berlingueriana.

Se il video di prima è terminato, vedi questo, sempre del 2008 e di Ascanio Celestini.




6 - Sulla Bindi e Napolitano. E poi, candidare alle primarie Rosa Bindi in Calabria, che ci'azzecca - direbbe Di Pietro ? Non è veneta la signora Bindi ? Forse fa schifo ai Veneti ? Ma se facesse schifo in casa sua, perché metterla laggiù ? Alla barba del concetto che un candidato è espressione di un popolo ! E di quale popolo è espressione la Bindi in Calabria ? Di un popolo che non sa niente di lei, che la vota solo perché si fida dei propri referenti politici locali. Ma anche questo non è inganno ? Come lo vogliamo chiamare questo fatto ? Per me è anche sovvertimento del dizionario: chiamare nero ciò che è bianco e viceversa, in una specie di opportunistico balletto del significato delle parole, del tipo "missione di pace" al posto di "guerra del capitalismo per appropriarsi a buon mercato delle risorse del territorio di un popolo straniero a spese del popolo che si vorrebbe rappresentare", in questo caso quello italiano, e per fare ciò gli si fa comprare tanti aerei da guerra - beninteso per fare la pace, dicono alcuni. Signor Bersani, mica tanto signore però, nonostante i modi suadenti e se in difficoltà perfino arroganti, lei ha perso perché non ha più la CREDIBILITA'. Ora che il processo è cominciato, non ha che da aspettarsi il peggio. Voglia almeno non ritirare la modesta pensioncina di 20-30 mila euro mensili che le toccherà a termine mandato, per le leggi spennatorie che vi siete dati, e lasciare la liquidazione (forse 400-500 mila euro) dove si trova, cioè nelle casse dello stato, cioè dei contribuenti. E così tutti gli altri spennatori folli che pensavano di poter continuare all'infinito.
Anche Napolitano ha finora svolto un ruolo incomprensibile ai più, ma comprensibilissimo per molti: da garante dell'unità nazionale è diventato garante degli inconfessabili segreti di stato. Dunque, anziché un amico del vero è ora una amico del silenzio e un complice poiché, se non ci fosse stato niente di torbido da confessare, avrebbe confessato sugli accordi stato-mafia, e invece non lo ha fatto. E questo è un segnaccio che, purtroppo per lui, verrà a galla piano piano con il tempo, a meno che non abbiano già bruciato tutte le carte, anche sulla strage dell'Italicus, e soppresso tutti i possibili testimoni, parecchi dei quali già morti in circostanze misteriose.

7 - Su Maroni e la Lega. Meglio non parlarne. Roma ladrona! - tuonava Bossi (e Maroni) qualche anno fa. Poi si è visto come è andata. E' inutile ricamarci sopra. Sono all'infimo livello dei perecottari.

8 - Qualche pensiero per concludere. A Bersani conviene non arrivare a nuove elezioni anticipate, e così potrà conservare la percentuale raggiunta con le recentissime elezioni, poiché il fango degli scandali e quello che emergerà dall'apertura dei cassetti infetti ad opera dei parlamentari grillini lo impantanerebbe ancora di più nei prossimi 8-12 mesi; con Berlusconi non potrà, per varie ragioni, inciuciare un governissimo "alla Merkel", né con Monti.
Due strade si presentano davanti: 1) assumere l'incarico del nuovo governo da Napolitano, la cui durata sarà breve perché dovrebbe assumere la fiducia parlamentare di PdL e Lega con "do ut des" inenarrabili; 2) ritirarsi dalla pretesa di formare il governo e lasciare campo libero al M5S promuovendone l'incarico anche presso Napolitano, e concedendogli la fiducia parlamentare nella formazione del nuovo governo, in modo che il governo a guida M5S possa durare quanto più a lungo possibile e, comunque, abbastanza per far decantare gli effetti degli scandali nella memoria degli elettori: potrà così ripresentarsi tra 5 anni con un volto nuovo e più pulito allo screening elettorale.
Per questa seconda ipotesi dovrà avere uno stomaco forte e non farsi venire facili convulsioni: d'altronde di stomaco forte, il Bersani, ha già dimostrato di averne molto appoggiando Monti e, ancor più, insieme a Berlusconi, Casini, ecc.. Non si vede perché, dunque, non dovrebbe mantenere questa forza di stomaco in un'alleanza - dall'esterno, beninteso - con il M5S, dal momento che il programma può essere sostanzialmente condiviso almeno per tre quarti e, da parte di Vendola, almeno per quattro quinti. In questo caso, tuttavia, vi è ancora la "variabile indipendente grillo" che non è detto che accetti nemmeno questo basso livello di inciucio e che preferisca far precipitare ulteriormente la credibilità politica del sistema attuale per avere in una prossima tornata elettorale il campo assolutamente libero da ogni mediazione, seppure con l'incertezza del caso.
Di credibilità in questo momento il PD ne ha poca ed è appunto sulla CREDIBILITA' che si sono sempre infranti tutti i maneggioni di sempre, dagli ultimi senatori dell'impero romano fino a quelli della seconda metà del 1700 nella Francia dei Capetingi e lo stesso Mussolini. E questo toccherà anche a Bersani e al sistema che rappresenta (Berlusconi è già fritto, non potendo contare che sull'appoggio delle vecchie mafie del sud e di quelle nuove del nord). Credibilità che i cittadini cominciano potentemente a disvelare e a pretendere con la forza tranquilla dell'elefante e non più con la lemma flaccida della vacca grassa da mungere all'occorrenza (Monti docet, in buona compagnia con Bersani e Berlusconi).

A proposito, vi lascio un wallpaper (in alto) del Programma del M5S da installare sul monitor del vostro PC, formato 1366 x 768 px; chi ne avesse uno differente può rimodellare questo con un semplice programma di grafica presente in ogni computer. In basso: wallpaper sulla Politica frattale in Europa nel 2013.

sabato 5 gennaio 2013

venerdì 26 ottobre 2012

Leggere in vecchiaia

Mio padre, Emiliano Baiocco, prima di morire il 9 luglio scorso a 88 anni e per gli ultimi 10-12 anni ha letto questi libri:
1927, Trilussa, Le favole fasciste, Ed. Istituto Editoriale Giovanile Roma, pp. 36.
1974, AA. VV., Antifascismo e Resistenza nelle Marche (1919-1944), Ed. Consiglio della Regione Marche, pp. 191.
1984, Santini A., Primo Carnera, l'uomo più forte del mondo, Ed. Mondadori, pp. 232.
1994, Malvezzi P. e Pirelli G., Lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana, 8 settembre 1943 - 25 aprile 1945, Ed. Einaudi, pp. 346.
1996, AA. VV., Così lontano, così vicini, L'emigrazione sammarinense tra storia e memoria, Ed. Ex-Ufficio del lavoro di San Marino, pp. 152.
1997, Franciolini R., La Banca Popolare Cooperativa di Sassoferrato (1887-1945), Ed. Marche Contemporanee, pp. 83.
1998, Cassola C., Il taglio del bosco, Ed. Rizzoli-Bur, pp. 181.
2000, Kimball N., Memorie di una maitresse americana, Ed. Adelphi, pp. 400.
2000, Eustacchi-Nardi A. M., La voce delle memorie mai perdute (1943-1944), Ed. Centro Studi Don Riganelli (Fabriano), pp. 155.
2000, Lupo S. Il fascismo, Ed. Donzelli, pp. 456.
2000, Motti  L., Le donne, Ed. Riuniti, pp. 192.
2000, Rigoni-Stern M. (a cura di), 1915-1918 La guerra sugli altipiani, Ed. Neri Pozza, pp. 659.
2002, Pedrocco G., Zolfo e minatori nella provincia di Pesaro e Urbino, Ed. Provincia di Pesaro e Urbino, pp. 157.
2003, Pansa G., Il sangue dei vinti, Ed. Sperling, pp. 381.
2004, AA. VV., Da Roma a Marcinelle, Ed. Bois du Cazier a.s.b.l. Marcinelle, pp. 83.
2004, Pansa G., Le Notti dei fuochi, Ed. Sperling, pp. 402.
2004, Pansa G., Progionieri del silenzio, Ed. Sperling, pp. 445.
2005, Camus A., La peste, Ed. Rizzoli, pp. 254.
2005, Pansa G., Sconosciuto 1945, Ed. Sperling, pp. 475.
2006, Carr A., E' facile smettere di fumare, Ed. EWI Milano, pp. 192.
2006, Moscioni-Negri C., Linea gotica, Ed. Il Mulino, pp. 123.
2006, Pansa G., La grande bugia, Ed. Sperling, pp. 469.
2007, Cathcart T. e Klein D., Platone e l'ornitorinco, Ed. Rizzoli, pp.191.
2007, Judt T., Dopoguerra, Ed. Mondadori, pp. 1075.
2008, Naldi D. (a cura di), La Repubblica di Salò, Ed. Gherardo Casini, pp. 285.
2008, Ward-Perkins B., La caduta di Roma e la fine della civiltà, Ed. Laterza, pp. 293.
2009, Camilleri A., La rizzagliata, Ed. Sellerio, pp. 213.
2009, Cristofaro G., Cuori partigiani, memorie della Resistenza, 2^ ristampa, Ed. ANPI-Sassoferrato, pp. XXXVII + 143.
2009, Frazzinelli M. e Cavassini P., Fiume, l'ultima impresa di D'Annunzio, Ed. Mondadori, pp. 237.
2009, Pisanò G., Gli ultimi cinque minuti di Mussolini, Ed. Il Saggiatore, pp. 206.
2009, Sorgi M., Edda Ciano e il comunista, Ed Rizzoli, pp. 144.
2010, Baima-Bollone P., Sindone, Storia e scienza, Ed. Priuli & Verluca, pp. 334.
2010, Di Blasi M. L., Rosso tango, Ed. Alpes Italia, pp. 105.
2010, Festorazzi R., Margherita Sarfatti: la donna che inventò Mussolini, Ed. Colle, pp. 431.
2010, Fritzche P., Vita e morte del Terzo Reich, Ed. Laterza, pp. 343.
2010, Pansa G., I cari estinti, Ed. Rizzoli, pp. 521.
2010, Pansa G., I vinti non dimenticano, Ed. Rizzoli, pp. 466.
2010, Scipione-Rossi G., Storia di Alice, La Giovanna D'Arco di Mussolini, Ed. Rubettino, pp. 198.
2010, Zavanella A., La casa, Tagliare spese e bollette, Ed. Edimedia, pp. 127.
2011, Pansa G., Poco o niente, eravamo poveri torneremo poveri, Ed. Rizzoli, pp. 349.

Nota 1 - Il totale delle pagine dei libri di questa lista ammonta a 11.741.
Nota 2 - I temi preferiti sono relativi alle vicende della propria vita, fascismo e miniera, che tanto devono averlo scosso e impressionato dall'età di 12 anni e fino ai 40 anni, da doverne fare una personale ricerca - ora che ne aveva il tempo poiché i figli erano grandi e la pensione lo sosteneva nelle necessità quotidiane - anche delle cose che non aveva vissuto direttamente, allargando così lo sguardo oltre i confini della propria esperienza di vita, con quella curiosità per il reale che - posso dire -  lo ha sempre caratterizzato in tutte le cose e con quell'attaccamento alle sue radici che da Charleroi lo ha riportato a Piaggiasecca nel 1961 dove, evidentemente, identificava una ragione di esistenza nelle radici dei propri antenati e del proprio paesaggio montano.

sabato 29 settembre 2012

The Godfather - Il Padrino

Qualcos'altro ho detto anche qui (1), (2), (3), (4), (5), (6) e (7).

Ma è mai possibile che dobbiamo berle tutte? Che dobbiamo credere che lui, il "Presidente mai nato" (come presidente, intendo - essendo rimasto sempre cameriere o, se volete, camerlengo) non sa niente della Troika, come non sa niente della trattativa tra Stato e mafia? Uno che fa politica da quando aveva la cacca al culo!!! (cito Celine, non ci si offenda).


Intanto alle Scuderie del Quirinale continuano mostre importanti, almeno fino ad aprile 2013.

Audite, audite (T'ho detto tutto! - diceva Totò)


martedì 7 agosto 2012

Dante oggi

Chiudete la mente senza pensare all'autore e all'epoca in cui scrisse, e riflettete se la situazione odierna non si addice a questa descrizione (Dante, Divina Commedia, Inf., I, 88-111).

Vedi la bestia per cu' io mi volsi:
aiutami da lei, famoso saggio,
ch'ella mi fa tremar le vene e i polsi.

A te convien tenere altro viaggio
rispuose, poi che lagrimar mi vide,
se vuo' campar d'esto loco selvaggio:

che questa bestia, per la qual tu gride,
non lascia altrui passar per la sua via,
ma tanto lo 'mpedisce che l'uccide;

e ha natura si malvagia e ria,
che mai non empie la bramosa voglia
e dopo 'l pasto ha più fame che pria.

Molti son gli animali a cui s'ammoglia,
e più saranno ancora, infin che 'l veltro
verrà, che la farà morir con doglia.

Questi non ciberà terra né peltro,
ma sapienza, amore e virtute,
e sua nazion sarà tra feltro e feltro.

Di quella umile Italia fia salute
per cui morì la vergine Camilla,
Eurialo e Turno e Niso di ferute.

Questi la caccerà per ogne villa,
fin che l'avrà rimessa ne lo 'nferno,
là onde 'nvidia prima dipartilla.



domenica 24 giugno 2012

Le zecche della crisi e della scuola = SSIS TFA


Già che c'è la crisi ci sono anche le zecche che rodono questa specie di sventurati. Sono i cosiddetti "giovani" di 25-40 anni, quelli che una volta, si chiamavano uomini, tout court (anche donne, ovviamente), ma che oggi, come per l'infanzia dell'inizio del Novecento e prima, non erano soggetti economici perché allora erano impiegati in lavoretti solo in casa, cioè i bambini fino a 8-10 anni, perché da li in poi cominciava il lavorare a garzone, cioè quello che oggi si direbbe lavoro dipendente (mi vien da pensare anche ai collaboratori esterni con partita Iva).
Intanto che vi dico il resto rilassiamoci con E' un mondo difficile di Tonino Carotone.



Le zecche, tanto per essere espliciti, sono coloro che succhiano sangue da questi sventurati della crisi: c'è chi lo fa istituzionalmente, come i sindacati che organizzano corsi di perfezionamento (sic!!?) come le SSIS, e chi lo fa con il partenopeo senso dell'arrangiarsi come ad esempio questo organismo, con facce strasorridenti di giovani aspiranti (che schifosi!) ad un posto di lavoro (leggete i commenti, in basso alla pagina), che è di proprietà di 2 soggetti: 1) Omniacom, un consorzio di Argenta (FE), i cui partner sono le università di Ferrara, di Firenze e di Padova, l'ACI, l'ETT (che è un cavallo di troia di società e organismi vari pubblici e privati), la Provincia di Bologna, il Comune di Argenta, ed Elettrogas; 2) L'associazione dei dirigenti scolastici A.N.DI.S., cioè organismi che anziché produrre ricchezza, per le imprese cui dicono di rivolgersi (e mica sono sceme le imprese a farsi abbindolare da questi!), succhiano (in mancanza di meglio) tra coloro che si possono ancora abbinbolare con promesse di lavoro, e cioè gli eterni esclusi dal mondo del lavoro (e della dignità della persona umana).

Pare che il governo (con la g più minuscola possibile, tanto è disprezzabile una classe dirigente come quella degli ultimi 20-30 anni) si preoccupi di creare posti di lavoro e, allora, se non c'è lavoro, inventiamoci qualcosa, mettiamo ordine: ci sono centinaia di migliaia di laureati in cerca di lavoro. Cosa sanno fare? Solo 2+3? Eh no, devono saper fare anche 3+4! Ci vuole un corso ulteriore, a pagamento, ovviamente (mica stiamo a pettinare le bambole!).
Niente di più facile che inventarsi competenze ulteriori, da incastrare ad una laurea salvo, poi, fare una bella graduatoria degli idonei e, tolti i primi 3-4 fortunati, buttare il resto nel cesso.
Solo che l'utile dell'operazione perfezionamento è rimasta nelle tasche di chi ha organizzato i corsi, mentre a chi li ha frequentati gli rimane un buco secco nel conto corrente di qualche migliaio di euro. Consiglierei sempre di seguire il flusso del denaro per capire un fenomeno e se le premesse porteranno ai risultati attesi (terminologia dovuta a deformazione professionale da insegnante: anche io lo sono).

Evviva: questa sì che è redistribuzione del reddito e delle opportunità! Dagli incapienti ai capienti (come li definiva qualche ministro spocchioso)! Cioè dai poveri ai ricchi.

Non sono nell'arco di età delle persone di cui parlo, ma in quell'arco ci sono i miei figli, e i figli dei miei amici, ecc.. Però vedo questa operazione come una ulteriore conferma del tradimento dei valori generali della cosiddetta democrazia. Dai tempi in cui saltavano le teste sull'apparecchio di Monsieur Guillotin pare si sia peggiorato il quadro della ridistribuzione della ricchezza prodotta dai popoli: sempre meno ai più, sempre più ai meno.
Non che voglia predicare il tagliar le teste, stiano tranquilli i benpensanti, ma una coerenza è d'obbligo, e cioè la rispondenza tra i fini che si dichiarano e i risultati cui si perviene. Il nome, semplice semplice, di questo concetto si chiama responsabilità. E quando sento un politico che dice di aver fatto una certa cosa per senso di responsabilità mi viene pensato alla sanzione qualora questa responsabilità non si sia concretata in ciò che aveva promesso. Avete mai visto un politico che abbia pagato appropriatamente per le sue irresponsabilità? Al massimo lo mandiamo a casa, con tanto di pensione milionaria a godersi i nipotini e a perpetrare più accanito di prima quanto già misfaceva, e in assoluta libertà.

Da qui, il mio subliminale ascende a quel Mensieur.
Qualcosa in proposito ho già detto anche quiquiquiquiquiqui.

Le zecche della crisi e della scuola

Per problemi di indicizzazione web, ho spostato il contenuto.
Vedi il post più recente, cioè quello sopra a questo.

giovedì 8 marzo 2012

Gendarmeria

La gendarmeria europea (quasi, se non ché ... pare ci sia lo zampino Usa, e la cosa non sorprende).
Disegno di legge del Governo italiano.
Ratifica del Senato della Repubblica italiana.
Comunicato del Governo italiano.
Vedi anche aggiornamenti (i links riportati sono datati).
Vedi anche altri blog e siti web con la parola di ricerca EUROGENDFOR.

mercoledì 21 settembre 2011

Sul Signoraggio


Definizione di Signoraggio secondo la stessa Banca d'Italia: "Per signoraggio viene comunemente inteso l'insieme dei redditi derivanti dall'emissione di moneta."
In che maniera si può trarre reddito dall'emissione di moneta?
Prima forma - "Il falsario". Immaginiamo che un falsario, abbia stampato una banconota da 100 €uro, vada al supermercato e compra beni per un valore pari a 100 €uro. Se ha speso 30 centesimi per stampare la banconota, il suo reddito è stato pari a 99.70 €uro, tuttavia questo non si può definire reddito poiché stampare banconote in questa maniera è ritenuto comunemente un reato poiché mi approprio di beni senza che la banconota abbia alcun controvalore.
Seconda forma - "Il Signorotto". Siamo nel medioevo ed io sono il "Signorotto" che fonde l'oro per coniare le monete. Supponiamo che un grammo d'oro valga 10 €uro. Viene da me un minatore e mi cede dieci grammi di oro per coniare la moneta. Io, nella mia fonderia, conio la moneta mettendoci solo 8 grammi di oro ma imprimo come valore nominale quello di 10 grammi, quindi la moneta vale 100 €uro. Dopo aver restituito la moneta al minatore il reddito da Signoraggio in questo caso sono rappresentati dai 2 grammi di oro (20 €uro) che ho trattenuto, meno il valore del carbone per fonderla (supponiamo 2€uro) il reddito da signoraggio in questo caso è pari a 18 €uro.
Terza forma - "La Banca Centrale Nazionale". La BCE stampa (con 3 €uro) 10 banconote da 100 €uro e compra un Titolo di Stato da 1000 €uro presso la Borsa Italiana s.p.a.. Alla scadenza del titolo incassa gli interessi - supponiamo del 5% - pari a 50 €uro. In questo caso la BCE ha ottenuto un reddito da Signoraggio pari a 47 €uro. Oggi però, con la moneta elettronica, il profitto è di 50 €uro, inoltre bisogna ricordare che la BCE rimane a credito di 1000 €uro perché detiene il titolo. Questa è la più criminosa forma di Signoraggio non tanto per il reddito acquisito quanto per le ipotesi che si potranno verificare:
Ipotesi A: la BCE dopo aver incassato i 50 €uro di interessi dal titolo, può rinegoziarlo e ricavarne alla scadenza altri 50 €uro e cosi trarne reddito da Signoraggio ad ogni scadenza all'infinito.
Ipotesi B: la BCE alla scadenza decide di incassare i 50 €uro di interessi più il valore del titolo stesso per un totale di 1050 €uro. In questa seconda ipotesi, la BCE incasserà i 1050 €uro dopo avere speso 3 €uro per stampare le banconote iniziali quindi avrà ottenuto un reddito da Signoraggio pari a 1047 €uro e tutto senza rischiare nulla.

(tratto da questo sito web visitato il 21-9-2011, che è molto interessante sul signoraggio e sulle menzogne che ci raccontano ogni giorno in TV i politici e i giornalisti sul nostro "debito" pubblico)

Aggiungo io, oggi 20-11-2011: e tutto ciò grazie alla sudditanza dei nostri politici, nazionali ed europei, che si guardano bene dal mettere in chiaro il meccanismo
In sostanza: noi (il sistema produttivo) lavoriamo per produrre beni e servizi reali, fatti di case, automobili, elettrodomestici, ecc., e loro (le banche) si appropriano di buona parte di tutto ciò senza alcun merito né fatica. 
E il debito pubblico, non è esso stesso la misura di quanto ci derubano le banche?
Non è quanto fa il "falsario" di cui sopra?

giovedì 2 giugno 2011

Proposta urbanistica per Milano



In omaggio a Calderoli e al Trota.
Boeri, impara qualcosa di urbanistica !!!
    E sii buono, riconosci l'onore agli sconfitti !!!
E già che ci sei, trasferisci anche il Tevere.

venerdì 20 maggio 2011

sabato 9 aprile 2011

Unità di che?



Avvia la musica in fondo al post prima di leggere, ti terrà compagnia.
Può sembrare banale ricordare la propria vita, come se si stesse chiedendo un qualche favore a qualcuno. Mio bisnonno (classe 1854) è migrato negli USA (miniere di ferro del Michigan), mio nonno (classe 1881) lo stesso, mio padre (classe 1924) è migrato in Belgio, ed io per un pelo sono rimasto nel sistema Italia facendo l’insegnante e passando per quella ristrettissima finestra aperta, in termini di tempo, che è stato il post ’68 in cui le capacità potevano essere ancora fatte valere. Ma la storia si ripete, mio figlio (classe 1986) se n’è andato a Buenos Aires a studiare teatro e cinema (qui non si poteva entrare in alcuna istituzione degna di questo nome senza la classica spinta).
Si dice che bisogna amare il proprio paese che, in questo caso, dovrebbe essere quello che va dalle Alpi in giù, fino a Lampedusa, cioè l’Italia. Ma io, pur amandolo, non mi sento particolarmente italiano (sono nato in Belgio e ho sposato una francese), nè me ne vergogno affatto, ci sono tante ragioni culturali e umane che mi sostengono. Ovunque vada, mi capita di sentirmi ridacchiare dietro per le vicende italiane, non solo di Berlusconi, ma anche della mafia, e di quanti con essa sono andati a braccetto o hanno scambiato baci con i loro capi. E quante barzellette poi, ho ascoltato sulla storia dell'unità d'Italia dalle elementari in poi, da quelle del Re e di Garibaldi fino a quelle più attuali, passando per le conquiste coloniali! Verità altisonanti e vuote proprio perché artefatte da chi le ha fatte. E in Francia non mi sento meglio quando vedo Monsieur le Président estasiato per la Marsigliese, sapendo cosa hanno fatto a suo tempo in Algeria e Indonesia. Quanta trombonaggine ipocrita! E questo centocinquantesimo mi pare come il centoquarantanovesimo, come il centoquarantottesimo e, forse, sarà come il centocinquantunesimo.
Non mi sento nè italiano nè altro, né di un partito né tanto meno di un sindacato, né soffro di mancanza di identità, e mi sento un pò estraneo ovunque e abbastanza bene dappertutto. Sono un senza terra e, antropologicamente parlando, sono uno senza radici.
Quanto, poi, alla generazione di mio padre, 4 fratelli, in 3 hanno fatto un totale di 16 anni di guerra, uno nel campo di concentramento di Bokum (mi pare presso Francoforte). Io stesso sono nato in un campo di concentramento di Charleroi (Belgio) nel 1953, dove mio padre si vide assegnato un alloggio nel 1952, erano gli alloggi degli italiani, mandati da De Gasperi per un carrello di carbone, che mettevano su famiglia.

Le mie non sono radici di terra, ma d'aria, quell'aria un pò razionale e un pò da sogni, quell'aria che dal '400 si respira nell'occidente, passando per le infatuazioni di una democrazia che promette da due secoli libertà, uguaglianza e fraternità, ma che finora non si è data molto da fare per realizzarle dalle nostre parti, e ancor meno là fuori, dove si colloca un fantomatico terzo mondo. E, tuttavia, sono fortemente ancorato a quel mondo e alla sua cultura, e non riesco a fare comunella con le combriccole che ci sono da tutte le parti, quei furbetti del quartierino, quei compagnucci della parrocchietta che infestano il vivere civile da ogni parte e, soprattutto, in Italia. Aggiungi la classe politica che a chiamarla "sanguisuga" gli si fa un complimento.
Cosa dovrei amare di questo sistema paese? Non lo so proprio, e a 58 anni non me lo chiedo neanche più. Non ho analisi profonde da fare, ma da coltivare la memoria di tanta ingratitudine che ho visto, questo lo faccio, e anche oppormi a tutto ciò lo faccio.

lunedì 31 gennaio 2011

Mille morti sul lavoro

Ogni anno sono oltre mille i morti sul lavoro, e gli infortunati gravi oltre 30.000. Si può uscire di casa al mattino e non sapere se si tornerà?

domenica 9 gennaio 2011

Costituzione della Repubblica Italiana


(prima di leggere, avvia la canzone di Gaber, in fondo al post)

Scusate se è poco - come si dice - ma da internauta, cercando brani di Serge Gainsbourg per un mio blog, mi sono imbattuto in video che linko solamente, evitando l'oscenità di riportarne il codice hmtl e, di conseguenza, l'immagine che mostrerebbe:
Video-1, Video-2, Video-3, Video-4. A quelle pagine, inoltre, nella colonna di destra, se ne trovano altre centinaia di video con contenuto simile e tutti italianissimi (a mio parere, molto più destabilizzanti per l'unità interna del Paese che non i video di WikiLeaks).

Da piccolo c'era la materia di Educazione civica a scuola e nella costituzione leggevamo:
XII disposizione transitoria e finale: È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista. In deroga all’articolo 48, sono stabilite con legge, per non oltre un quinquennio dall’entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista.
Ci sembrava cosa dell'altro mondo, qualcosa successo ai tempi dei dinosauri, ma erano passati nenanche 3 lustri da quella immane tragedia della guerra e della guerra civile e del regime che vi ci aveva condotti, compreso i postumi della crisi economica e occupazionale fortissima che aveva generato una emigrazione altrettanto fortissima dalle regioni e dalle contrade più povere del paese.
Nota - L'art. 48 cost. recita: Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico. La legge stabilisce requisiti e modalità per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all’estero e ne assicura l’effettività. A tal fine è istituita una circoscrizione Estero per l’elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge. Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge.
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La maestra - chissà se era comunista!? - una povera crista supplente che veniva da Falconara a Casalvento (15 km nei monti di Sassoferrato, e dormiva presso una mia vecchia zia vedova, Filomena), aggiungeva la legge Scelba, cioè la Legge 20 giugno 1952, n. 645 che all'art. 1 recitava, e recita tutt'ora: Riorganizzazione del disciolto partito fascista - Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista. (il seguito lo trovate qui).

Non voglio farla lunga: ma a chi spetta di far rispettare questa legge? ... c'è qualcuno costì? ... o non c'è nessuno da quando Berlusconi ha fatto il famoso sdoganamento di Alleanza Nazionale nel 1994?

Nel sito del Parlamento italiano, naturalmente, non si trova traccia di queste leggi perchè risale indietro solo fino al marzo 1996.

A chi spetta, dunque, di esaminare il contenuto di quei video, di accertare se vi sia violazione delle leggi e, di conseguenza, di identificare le persone ivi riprese (di alcune non è poi così difficile!), di sporgere denuncia e di aprire un fascicolo giudiziario di indagine per accertare eventuali responsabilità?
E a chi spetta di accertare se, nell'insieme, non siano comunque il frutto di una associazione i cui membri, i blogger, proprio per il sistema di links di YouTube, non vadano a costituire una specie di testata giornalistica che dovrebbe, pertanto, registrarsi presso gli organi competenti italiani? E di verificare se vi siano reati, ecc. ecc., identificare chi ha caricato quei video, e perseguirli se vi siano responsabilità previste dalla legge?

E se domani la mia nipotina, che fa ricerche sui Manga e vuole studiare il giapponese, si imbattesse in quei video e mi chiedesse: ma zio ... chi sono quegli scalmanati lì, con a capo anche quello che vedo sempre nei telegiornali all'ora di cena [Berlusconi, penserei io] ... e perchè tanta violenza ... e con chi ce l'hanno?
Potrei solo risponderle: ... ehm ... guarda ... ehm ... l'Italia ... ehm ... è una delle tante repubbliche delle banane ma, comunque, è una repubblica (anche se dei più furbi), e non ti devi meravigliare ... qui le cose vanno così ... nonostante le leggi e le promesse ...

E la Polizia Internet, o la Polizia Postale, che sempre polizia è e che non vigila solo sulle strade (stesso discorso per le altre forze dell'ordine), non ha mai visto queste cose veramente oscene che offendono il senso comune e, soprattutto (e in primis, d'accordo o no), la legge?
Per fare un paragone.
Questi video sono sotto gli occhi di tutti, maggiorenni o no, affialiati o no, come potrebbe essere sotto gli occhi di tutti ... che sò? ... una piazza delle nostre città dove avvenissero apertamente delitti e carognate di ogni genere, e dove fosse presente anche la polizia che, invece di intervenire, si gira dall'altra parte pur continuando a sentire lo schiamazzo in piazza e  aspetta che qualcuno gli tiri la giacchetta per vedere con i propri occhi.

E i tanti politici che in questi mesi si affannano per celebrare il 150° dell'Unità d'Italia, vedono? non vedono? hanno problemi di vista? di strabismo? Ma non avevano, pure, una bella cassa mutua dove farsi misurare la vista gratis?
E il Presidente della Repubblica non dovrebbe tirare le orecchie a chi non vede, compreso la polizia di Maroni? e far togliere dalla circolazione queste oscenità alla bandiera ? E l'alpino di La Russa (vedi immagine), chi ci vede in quella bandiera tutt sputacià (come diceva Enzo Jannacci) quando la saluta sull'attenti, se non tutti noi e quei 150 anni, e i 2 o 3 mila anni precedenti?
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Buon divertimento con Gaber.
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mercoledì 5 gennaio 2011

Sono giù ... (e incazzato)

Voglio un'altra classe politica - pardòn - ne farei anche a meno!
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mercoledì 8 dicembre 2010

Pari opportunità ?

Re e Regina su bei cavalli pennuti,
pari opportunità - si direbbe - almeno nel Medioevo,
socialismo per i ricchi, liberalismo per i poveri.
E' la storia che si ripete, bellezza !
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venerdì 29 ottobre 2010

Vietnam-istan (versus: oppium.gov)

Negli ultimi anni dell'intervento militare statunitense in Vietnam, che non può chiamarsi nemmeno guerra, sentendo odore di disfatta, i militari Usa sconvolsero l'equilibrio ecologico del paese con ogni sorta di inquinanti di lungo periodo, irrorati dal cielo per coprire quante più aree possibili, secondo il detto, non potendo appropriarsi del paese: "muoia sansone con tutti i filistei". Sempre in quegli anni i militari Usa curarono i centri ricreativi per i loro soldati in licenza breve che situarono in Thailandia (neutrale in quel conflitto) al ridosso del confine vietnamita, nei quali la droga era una delle motivazioni della ricreazione, oltre al sesso mercenario (vedi anche: Vittorino Andreoli, La testa piena di droga, BUR 2008, pp. 772, € 15,00, alle pp. 32-33). Poi si sa come è andata a finire: che i vietcong misero in fuga l'esercito "più potente del mondo", ma rimasero con il cerino in mano dell'inquinamento, per il quale ancora oggi nascono bambini deformi a migliaia ogni anno.

Le più recenti vicende afgane sembrano ricalcare quella storia. Inquinamento a base di proiettili di uranio impoverito (sic!), festini in caserma a base di sesso e frustino, droga per consumo militare interno e commercio internazionale di droga sotto la supervisione delle truppe.

Ci dicono che le truppe USA che compaiono in certi video di YouTube (voce di ricerca sulla home di YouTube: Heroin smuggling by CIA) nei campi di oppio in Afganistan sono presenti per supervisionare la distruzione delle colture o dei raccolti affinchè non prendano la strada dell'esportazione clandestina verso l'occidente, ma non è vero.
Questo sito ne testimonia l'opposto, e cioè che le truppe USA supervisionano le coltivazioni nelle varie fasi, dalla semina, alla crescita delle piantine, alla maturazione fino al raccolto e, oltre, fino al magazzinamento e alla tassazione dei proventi, nonchè la produzione degli stupefacanti.
Lo avrebbe affermato nel novembre 2009 il ministro afgano della Counter Narcotics Generale Khodaidad Khodaidad , per cui "la maggior parte dei raccolti sono stoccati in due province controllate dalle truppe degli Stati Uniti, del Regno Unito e del Canada. Ha anche detto che le forze NATO tassano la produzione di oppio nelle regioni sotto il loro controllo e che le truppe straniere stanno guadagnando denaro dalla produzione di stupefacenti in Afghanistan".
Inoltre, un recente rapporto delle Nazioni Unite afferma che "l'oppio afgano sta avendo un impatto devastante sul mondo, uccidendo migliaia di persone nei paesi consumatori".
Non è il caso di rammentare che cos'è l'oppio, nè che da esso si ricava la morfina, e da questa si ricava l'eroina.
Non è il caso di elucubrare, qui, gli effetti di tali droghe, basta la confessione shock di Francesca su YouTube, o quest'altra testimonianza , più cruda delle precedente, e le altre che si possono vedere su quella pagina web.

Il nostro Paese ha affrontato la problematica con la cura, cioè tentando la via del "minimo danno sociale" poichè gli effetti collaterali sono reati come i furti o lo spaccio che servono al consumatore per finanziarsi le dosi giornaliere.
La malattia, paradosso della sanità pubblica, viene riscontrata generalmente dagli agenti delle forze dell'ordine che provvedono ad informare il Prefetto il quale, dopo avervi tolto i documenti come passaporto, carta d'identità e patente di guida, obbliga il drogato alla somministrazione controllata di metadone e subutex nelle strutture sanitarie pubbliche come i SERT specializzati nel il trattamento della dipendenza da stupefacenti.
Se l'agente vi trova addosso una dose giornaliera siete avviati al SERT, se ve ne trova di più siete avviati al carcere in quanto ritenuti spacciatori. E' la legge, figliolo ! La legge del 1975 rivista in tono forcaiolo da Fini e Giovanardi nel 2006.
Facile ! No ? O t'accontenti della droga di Stato o vai in galera. Non importa se è una canna o una pera.

Nulla si dice mai, tuttavia, sul colpire le grosse organizzazioni criminali che fiancheggiano quelle truppe di cui dicevamo prima, in una specie di concertazione nella quale c'entra anche la politica e le grandi aziende multinazionali (vedi Fabio Mini, La guerra dopo la guerra, Einaudi 2003, pp. 294, € 14,00).
Nulla si dice sui motivi che portano un giovane a diventare consumatore, sulla caduta dei valori, sui paradigmi che vengono presentati come "vincenti": furbizia, corruzione, sfregio del collettivo, ecc..

Leggere il libro di Vittorini Andreoli per farsi una panoramica del fenomeno droga neli ultimi 50 anni è un'esperienza che consiglio ai giovani e ai genitori, nonchè ovviamente agli operatori delle comunità, dei SERT, delle scuole e delle associazioni giovanili in genere.
Se quanto sopra non vi basta a farsi un'idea dei miti, dei riti, e dei soldi che sono nella pratica della droga, guardata questo documentario (1h.36').

lunedì 11 ottobre 2010

Il leccaculo e lo stronzo

C'è un bel libro che merita gli allori della modernità: Richard Stengel, MANUALE DEL LECCACULO (sottotitolo: Teoria e storia di un'arte sottile), Fazi Editore, Roma 2001, € 9,50. Allego copertine ed indice.
Ne consiglio la lettura a pochi, con escluzione dei principianti di queste cose, poichè sembra tutto un paradosso, ma per capirlo ci vuole tatto e intuito e una bella dose di capacità di ... lettura ... appunto, ma non di lettura di un libro, ma di lettura della realtà, il che è più arduo che mai negli ultimi decenni che ci hanno visti attaccati alle sciocchezze delle fiction e agli accomodanti tran-tran dei luoghi comuni e prevalenti, che per uno che ha praticato il '68 (durando fino al '77) sono come l'acido al vetriolo su una mano.
Per non faticare troppo, inoltre, mi permetto di riportare da un blog l'estratto da un brano sull'argomento:
"Guardatevi da chi vi lecca il culo (...). Diffidate da chi cerca facili consensi, tanto più se ne fa incetta laddove appaiono ingannevolmente rivoluzionari ed invece sono ancor più semplici, semplicistici ed abusati. E dunque, quasi sempre, hanno ben poco di condivisibile. Basta solo analizzare un po’ più attentamente.
Evitate chi si serve di bersagli comodi che vulgata vuole (o crede; anzi, finge – o meglio, si illude) che siano scomodi.
L’attore che sale sul palco e dice cose che suonano subito giustissime e sacrosante sulla situazione politica, con cui non si può non esser istintivamente d’accordo; l’appassionato oratore che scatena un commosso applauso; l’amante sognatore; sono i primi di cui non vi dovete fidare mai. Né di loro, né della bontà di ciò che dicono. Il più delle volte, sono luoghi comuni che non sono ancora stati riconosciuti come tali, e quindi si è ancora convinti che siano la verità, quando invece sono solo menzogne."
Ma, si sa! Quelli sono anarchici ed esagerano. Però tante cose che dicono sono condivisibilissime anche se fanno fede sulla presunta autonomia di pensiero delle persone, cosa che non è realistica, tanto che Nietsche si è inventato il superuomo per esorcizzare l'orrore del conformismo.

E poi c'è lo stronzo. Un altro bel libro (della sociologia di ispirazione anglosassone) di Robert Sutton, docente di management alla Stanford Engineering School, che nel suo The Asshole Method (traduzione italiana: IL METODO ANTISTRONZI, Elliot Edizioni) ne parla diffusamente e in modo assai "scientifico" (blog da visitare, tra i tanti).

Ora, se prendiamo queste due - diciamo - qualità, che possono essere riscontrate anche contemporameamente in una stessa persona, e facciamo una "analisi delle combinazioni", ci rendiamo conto della grande varietà di figure presenti nel genere umano.
Se la persona normale la indichiamo con "N", il leccaculo lo indichiamo con "L" e lo stronzo con "S", abbiamo le seguenti combinazioni:
NNN, NNL, NLL, LLL, NNS, NSS, SSS, NLS, NSL, LLS, LSS, SLL, SSL.
A me pare che non ve ne siano altre, ma vado "a braccio" perchè non conosco la teoria del calcolo combinatorio e, dunque, per ora, mi accontento dei risultati esposti.
Chi sono queste persone?
La prima, cioè la NNN, si potrebbe dire che è un "pezzo di pane", di grande bontà, che va d'accordo con tutti, che non farebbe mai male neanche a una mosca e neanche per scamparsela dalla propria morte, che ha "principi" assoluti, o quasi, ai quali si riferisce, che non è assolutamente manovrabile: dunque, un coglione. Ma, attenzione! Potrebbe anche essere un santo, un soggetto dotato di una visione superiore, che ha paradigmi in sfere dell'intelletto difficili da immaginare.
La seconda, e cioè la NNL, oppure la NNS (tipi che possono essere accomunati), è il tipo che copre il 90-95% della specie umana: una persona normale con qualche difettuccio che impiega nelle circostanze appropriate per forzare un pò la situazione che non gli si mette bene o per ottenere qualche ammissibile vantaggio, ma generalmente non a scapito di altri; una persona con la quale è possibile un compromesso o una certa "complicità" su questioni determinate; una persona incline agli amici e agli amori; una persona che se non ti è amica non ti da fastidio, e che se ti è in qualche misura nemica, comunque, la rispetti. Dunque, una persona adorabile o quasi. Una persona che ha un ruolo attivo nella società, con la quale puoi discutere anche su problemi controversi e dalla quale alla fine ci si lascia con qualche punto di vista in comune.
La terza, e cioè la NLL, oppure la NSS (tipi diversi per il modo, ma uguali per l'intensità), è il tipo che si riconosce a prima vista. Il NLL ti si avvicina leccandoti perfino le scarpe, e anche se c'hai pistato una merda di cane due minuti fa (con buona pace per i cani, che amo), striscia come un verme pur di ottenere da te quel che gli serve. Mentre il NSS ti affronta subito con qualche spoloquio che la circostanza non farebbe nemmeno immaginare e, dunque, in modo apparentemente del tutto gratuito, facendoti osservare quanto sei inadeguato o inadempiente, e ciò al fine di abbassare la tua dignità e costringerti (se ci caschi) a fare quel che gli serve. La NLS e la NSL sono un misto delle altre due e dipende da ciò che prevale in loro quando si alzano al mattino, o come intendono impostare l'approccio con l'altro: se è un superiore prevarrà il leccare, se è un inferiore prevarrà lo stronzo. Di questo terzo tipo ce ne sono molti (sempre nell'ambito di quel 5-10%) o, meglio, ce ne sono sempre abbastanza anche nelle organizzazioni piccole per rovinarti la giornata se li incroci e, dunque, è meglio starci assolutamente alla larga, far finta di non averli visti o, se proprio vi hanno visto che li avete visti, accennare ad un sorriso, ma non troppo espansivo se no si sentono autorizzati ad "attaccare bottone", anche se non hanno niente per la testa verso di te. In questo terzo tipo esiste, comunque, una componente di normalità che, però, prevale non spesso, e quando prevale sembra di trovarci davanti ad uno del secondo tipo, dunque uno abbastanza accettabile, ma attenzione che durante il colloquio potrebbe inaspettatamente prevalere il terzo tipo e, allora, vi mangereste i gomiti per aver pensato: "Lo sapevo che questo era così, ma mi sono illuso e ci sono cascato".
La quarta, e cioè la LLS, LSS, SLL, SSL (quattro tipi che si assomigliano e si confondono tra loro) non hanno nemmeno una minima componente di normalità e, dunque, dopo i primi approcci imparate subito a starne alla larga sempre, perchè le loro "qualità" si estrinsecheranno ben al di là dell'approccio che ha avuto con voi, e proseguiranno a vostra insaputa con altre persone per mettervi in cattiva luce, e ciò lo faranno sempre, con un pretesto qualsiasi, addossandovi ogni colpa relativamente a qualche aspetto, per cui se il loro interlocutore c'è cascato lo capirete quando lo incontrate: storce il naso e vi schiva come se gli aveste fatto qualcosa direttamente a lui.
La quinta è il massimo. Si tratta del tipo LLL e del tipo SSS, simili nell'intensità del loro essere ma profondamente diversi per il modo. Il tipo LLL si trascina sempre lamentandosi di tutto ed elogiandovi per le vostre "alte qualità". Non ci vuole molto a capire che si tratta di un opportunista perfetto: non muove paglia se non ci guadagna, e le situazioni se le crea arruffianandosi ad ogni genere di persona e ai loro opposti. Se è "di sinistra" (per quanto il termine oggi significhi poca cosa), fa il filo anche ad uno di destra, dicendo che, in fondo, si è sbagliato ad esserlo e che invece ora è fermamente convinto della idea del suo interlocutore. Se è "di destra", idem. Il tipo SSS sprizza fuoco di stronzità ad ogni poro della pelle, sia in vostra presenza che in vostra assenza e, in più, è capace di estrinsecare questa "qualità" in pubblico, cioè alla platea che in quel momento la circostanza gli regala come podio per sibilare ai quattro venti i suoi "pareri", e se la circostanza non gli fornisce un podio allora lui se lo crea, attaccando bottone con tutti con comizi e micro-assemblee estemporanee, e andrà alla ricerca di quel podio dove verrà osannato (se ci si casca) come salvatore della patria.

Questa è la situazione che si presenta nelle organizzazioni, cioè nei luoghi figurati in cui le persone convergono per "sbarcare il lunario". Non ci vuole molto a capire che il quarto e il quinto genere di persona sono fortemente nocivi per il buon andamento di quella organizzazione e che sono più i danni che arrecano che le questioni che risolvono.

E questa è la situazione che si presenta nell'Istituto d'Arte di Ancona, nel quale insegno da oltre 25 anni, e dove, eccetto la prima persona, il 95% delle persone è del secondo tipo. Ma che ne è del terzo, del quarto e del quinto tipo? Purtroppo anche qui quel 5% rimanente (per gli amanti della statistica) è della massima nocività, ed ha fatto precipitare la scuola in una sorta di girone dell'inferno dove, passata la prima infatuazione per l'arte, si scappa a piedi levati, specie i dirigenti che, negli ultimi 15 anni, si sono succeduti al ritmo medio di 1,5 anni ciascuno, con grande goduria proprio dei tipi che ricadono in quel 5%.
Si potrebbero fare 5 liste e dividere i dipendenti, specie gli insegnanti, a seconda del tipo cui appartengono, ma di questo lascio al lettore interno alla scuola la sua personale compilazione.